Il sipario si apre, ma non soltanto sulla scena. Al Teatro Annibale Maria Di Francia si apre una nuova stagione e con essa una nuova pagina di un percorso che vuole rendere il teatro sempre più protagonista della vita culturale della città. Questa mattina la presentazione della stagione 2026/2027 ha riunito istituzioni, artisti, associazioni e realtà culturali del territorio, in un incontro dedicato non soltanto al cartellone, ma anche ai progetti, alle collaborazioni e alle prospettive future del Teatro.
A condurre la conferenza Silvia Castelli, referente della comunicazione del Teatro, che ha accompagnato i diversi momenti dell’incontro e dato voce ai protagonisti della nuova stagione.
A tracciare per primo il percorso è stato il maestro Pietro Barbaro, direttore del Teatro Annibale Maria Di Francia, figura centrale di questo nuovo progetto. Barbaro ha illustrato la visione artistica e culturale che accompagnerà la stagione, con l’obiettivo di fare dell’Annibale non soltanto un luogo dove andare a vedere uno spettacolo, ma uno spazio aperto alla città, agli artisti, alle associazioni e alle diverse espressioni della cultura.
Subito dopo, l’intervento del dottor Coluccia, amministratore delegato, che ha posto l’attenzione sul percorso dell’Annibale, sulle attività e sulle prospettive di crescita, sottolineando il valore delle collaborazioni e della rete costruita intorno al Teatro. Un lavoro che guarda al futuro senza dimenticare la storia e l’identità di una realtà profondamente radicata nel territorio.
Quindi Antonello Capodici, con il suo contributo sul valore dell’esperienza teatrale e sulla necessità di continuare a creare occasioni di incontro, confronto e partecipazione attraverso l’arte. Un intervento che ha riportato al centro la dimensione umana del teatro e il rapporto insostituibile tra chi sale sul palcoscenico e chi ascolta dalla platea.
È intervenuto anche l’assessore comunale alla Cultura Enzo Caruso, presente in sala, portando il contributo dell’Amministrazione e sottolineando il valore del Teatro nel panorama culturale della città.
Attorno a loro, la presenza di associazioni artistiche, professionisti e diverse realtà culturali del territorio, a confermare quella rete che rappresenta uno degli elementi più importanti del nuovo percorso dell’Annibale.
Perché una stagione teatrale non è soltanto un calendario.
È una dichiarazione d’intenti.
È dire che una città vuole continuare a incontrarsi, a emozionarsi, a confrontarsi. Vuole avere luoghi nei quali le persone possano spegnere per qualche ora il rumore del mondo e lasciarsi attraversare da una storia.
Il teatro è questo. È cultura, ma è anche vita.
È una risata che nasce in platea e diventa collettiva. È una parola che arriva sul palco e, magari, trova un significato diverso nell’animo di chi la ascolta. È il silenzio di una sala che improvvisamente dice più di mille discorsi.
In un tempo nel quale tutto corre, il teatro ci insegna ancora a fermarci.
A guardare.
Ad ascoltare.
A sentire.
E forse è proprio per questo che una città ha bisogno dei suoi teatri: perché non sono semplicemente edifici, ma luoghi nei quali una comunità può ancora riconoscersi.
L’Annibale Maria Di Francia riparte dunque con una nuova stagione, nuove progettualità e nuove collaborazioni, con la volontà di rafforzare il proprio rapporto con Messina e con il suo tessuto culturale.
E allora, più che un semplice augurio, viene naturale una certezza:
che il sipario si alzi.
Perché dall’altra parte ci sono gli artisti, ci sono le storie, c’è il pubblico. E c’è quella magia che soltanto il teatro, ancora oggi, riesce a creare: farci sentire, per una sera, tutti parte della stessa storia.
